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Il museo come esempio di comunicazione accessibile

Approfondimento - Classe Quinta

Cos’è un museo?

Secondo la definizione dell’ICOM, i musei sono

«istituzioni permanenti, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. Sono aperte al pubblico e compiono ricerche che riguardano testimonianze materiali dell’umanità e del suo ambiente, acquisendole, conservandole, comunicandole ed esponendole a fini di studio, educazione o diletto».

A svolgere una funzione museale, quindi, non vi sono solo i musei in senso stretto, ma anche:

  • Biblioteche e archivi;
  • Parchi archeologici;
  • Complessi monumentali;
  • Giardini botanici;
  • Istituti culturali.

I musei possono essere pubblici (se gestiti e finanziati dallo Stato) o privati (se gestiti da fondazioni o enti privati), ma, per essere definiti tali, la loro finalità deve sempre essere di interesse pubblico.

Museo Archeologico dell'Alto Adige - www.iceman.it

L’ICOM

L'International Council of Museums è un'organizzazione internazionale che rappresenta le istituzioni museali e i professionisti del settore.

Nasce nel 1946 nell’ambito dell’UNESCO per creare una rete di cooperazione tra le istituzioni museali, con lo scopo di promuoverle, definire un codice etico, contrastare il traffico illecito di beni culturali, tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e formare i professionisti del settore.

Secondo le indicazioni dell’ICOM:

  • I musei assicurano la conservazione, l’interpretazione e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale dell’umanità.
  • I musei conservano le loro collezioni a beneficio della società e del suo sviluppo.
  • I musei custodiscono testimonianze primarie per creare e sviluppare la conoscenza.
  • I musei contribuiscono alla valorizzazione, alla conoscenza e alla gestione del patrimonio naturale e culturale.

L’importanza di essere aperti a tutti

La conservazione della memoria e lo studio delle nostre radici storiche sono fondamentali per garantire uno sviluppo culturale consapevole. Un museo non deve essere inteso solo come un luogo del sapere, ma anche come un luogo del fare, capace di fornire stimoli indispensabili per immaginare il futuro. La partecipazione culturale non solo è un diritto fondamentale dell’uomo, ma è anche indispensabile per lo sviluppo personale, creativo e per il benessere dell’individuo.

I musei devono garantire pari opportunità di accesso alla cultura, eliminando ogni tipo di barriera — architettonica, finanziaria, culturale, cognitiva e tecnologica — coinvolgendo il pubblico più ampio possibile e riconoscendo a chiunque un ruolo di interlocutore attivo.

MUSA - Museo archeologico del Salento

L’accessibilità nella comunicazione

L’accessibilità non deve quindi essere limitata all’eliminazione delle barriere architettoniche e fisiche, ma deve essere intesa nella sua interezza, rendendo il museo un luogo aperto a tutti.

Questo significa favorire la comprensione dei contenuti, rendere l’esperienza museale più coinvolgente e meno faticosa dal punto di vista cognitivo e, di conseguenza, garantire una fruizione più soddisfacente per tutti.

‘Semplificare’ troppo spesso è inteso come sinonimo di ‘impoverire’ ma indica, al contrario, un’operazione colta, raffinata, volta a sottrarre complicazione e ad aggiungere senso.

(Aurora Lucarelli – autrice e giornalista, esperta di comunicazione)

Panstudio Architetti - Progetto per l'allestimento della mostra "Viaggio in Etruria" - www.panstudioarchietti.it

Le professioni museali

La comunicazione museale può coinvolgere diverse professionalità, che devono lavorare in sinergia per ottenere un risultato ottimale.

  • RESPONSABILE STORICO-SCIENTIFICO: Si occupa di gestire le collezioni permanenti del museo, decidere quali opere esporre al pubblico, definire il percorso di visita e garantire che le informazioni trasmesse siano corrette e coerenti.
  • CURATORE: Svolge funzioni analoghe a quelle del responsabile storico-scientifico per le mostre temporanee, occupandosi anche di reperire le opere attraverso prestiti da altri enti o da collezioni private.
  • ALLESTITORE: Solitamente un architetto o un interior designer, si occupa di progettare il percorso di visita, la presentazione delle opere e l'illuminazione.
  • GRAFICO: Si occupa di impaginare i materiali informativi e i pannelli, coordinare il reparto fotografico e realizzare mappe e infografiche per il pubblico.
  • ESPERTO DI COMUNICAZIONE: Si occupa di redigere i testi e i contenuti didattici, traducendo in un linguaggio divulgativo le informazioni fornite dal responsabile storico-scientifico.
  • WEBMASTER: Si occupa di gestire il sito web e le eventuali risorse multimediali.

L’Exhibition Design

L’Exhibition Design è la disciplina che si occupa di veicolare informazioni attraverso la narrazione visiva e la gestione dello spazio espositivo, combinando elementi di interior design, graphic design, multimedialità e illuminotecnica, al fine di creare un percorso esperienziale su un determinato tema o argomento.

Esistono musei di ogni tipo e dedicati a quasi ogni argomento, ma ciò che accomuna ogni buon percorso espositivo, sia esso temporaneo o permanente, è la presenza di una narrazione coerente, organizzata e rivolta al pubblico.

Le linee guida italiane

A livello internazionale, da diversi anni le istituzioni museali hanno avviato un processo di riforma volto a rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio culturale, rendendo i contenuti più accessibili anche al pubblico non specializzato attraverso la divulgazione.

In Italia questo percorso, avviato dall’allora MiBACT, ha portato nel 2014 alla pubblicazione delle Linee guida per la comunicazione nei musei, successivamente integrate, nel 2019, con una serie di indicazioni operative. Tali indicazioni rappresentano oggi il principale riferimento per il settore.

Perché la comunicazione museale sia efficace, deve basarsi sui principi di:

  • Creazione di senso (storytelling)
  • Semplificazione
  • Unitarietà (identità visiva)

Deve inoltre essere:

 

  • Accessibile (per tutti)
  • Partecipativa (con tutti)
  • Rappresentativa (di tutti)

Copertina delle Linee Guida, pubblicate dal MiBACT nel 2019

L’Universal Design

Teorizzato negli anni '70 da Ronald Mace, docente di architettura presso la North Carolina State University, si basa su una progettazione che unisce accessibilità ed estetica.

Secondo questa filosofia progettuale, un progetto espositivo deve essere:

  • Equo (rivolto a tutti)
  • Flessibile (adattabile a esigenze diverse)
  • Semplice (chiunque deve poter interagire senza sforzo)
  • Chiaro (chiunque deve poterlo comprendere senza sforzo)
  • Sicuro (deve tollerare eventuali errori)
  • Agevole (deve richiedere il minimo sforzo fisico)
  • Adatto (deve evitare spazi troppo ampi o troppo ristretti)

Le barriere da superare

Si possono individuare tre principali tipologie di barriere:

  • FISICHE: visive, uditive, della mobilità, cognitive.
  • SOCIO-CULTURALI: linguistiche, anagrafiche, culturali.
  • ECONOMICHE.

Garantire il superamento di queste barriere richiede un lavoro su più livelli: dalla progettazione degli spazi architettonici alla realizzazione dei contenuti testuali, dalla predisposizione di servizi dedicati a specifiche fasce di pubblico alla creazione di eventi accessibili e gratuiti.

Museum Fatigue

Durante una visita, la soglia di attenzione tende a diminuire rapidamente. Sensazioni come stanchezza fisica e mentale, disorientamento, confusione, inadeguatezza o disagio possono rendere l’esperienza di visita meno soddisfacente.

Un percorso di visita ben organizzato aiuta invece a migliorare la concentrazione e il coinvolgimento del pubblico, rendendo l’esperienza più piacevole e gratificante.

Il percorso di visita deve essere chiaro e omogeneo e deve favorire la crescita culturale del visitatore, stimolando sicurezza, curiosità e confidenza con i temi trattati.

Louis Sussmann-Hellborn

La bella addormentata (1888)

Nationalgalerie di Berlino

Metodo Studio - Immagine coordinata per i Musei Civici di Treviso - www.metodostudio.com 

L’organizzazione delle informazioni

All’interno dei materiali informativi è bene seguire alcune semplici regole di organizzazione dei testi, volte a ridurre lo sforzo di lettura.

  • Utilizzare un linguaggio semplice e discorsivo.
  • Organizzare le informazioni in brevi paragrafi.
  • Utilizzare, dove opportuno, elenchi puntati.
  • Utilizzare icone o piccole infografiche per semplificare i concetti più complessi.
  • Utilizzare una corretta gerarchia dei testi.
  • Utilizzare uno stile grafico semplice e privo di elementi di distrazione.

Il posizionamento delle informazioni

La nostra attenzione è selettiva: riusciamo a concentrarci su una cosa alla volta. Per questo è fondamentale che il posizionamento dei materiali informativi tenga conto di diversi aspetti, in modo da evitare distrazioni e difficoltà:

  • Posizionamento rispetto al fruitore – deve essere alla giusta altezza.
  • Posizionamento rispetto allo spazio – deve essere in luoghi neutri, privi di fonti di distrazione.
  • Posizionamento rispetto al percorso – deve assecondare il percorso di visita, evitando deviazioni.
  • Posizionamento rispetto all’oggetto – deve essere chiara la relazione con l’oggetto a cui si riferisce.
  • Isolamento – deve essere ben visibile, evitando confusioni con altri materiali.
  • Dimensioni – deve essere ben leggibile in relazione alla distanza dal fruitore.
  • Leggibilità – deve utilizzare font, colori e impaginazione adeguati.
  • Illuminazione – deve essere illuminato correttamente.

BC progetti - Progettazione e allestimento per la mostra
"I Grandi Maestri . 100 anni di fotografia Leica" - www.bcprogetti.com 

ArTeam - Ingresso della mostra "Afro" realizzata presso il MART di Rovereto - www.arteam.eu 

Mancinelli Allestimenti - Museo Archeologico di Fermo - www.mancinelliallestimenti.com 

Tipologie di segnaletica fissa

La segnaletica fissa comprende tutti gli elementi permanenti installati all'interno o all'esterno del museo, progettati per orientare il visitatore, fornire informazioni e facilitare la visita.

Si distinguono principalmente in:

  • Banner e vele
  • Targhe a parete o a sospensione
  • Pannelli a parete
  • Totem e leggii
  • Adesivi a parete o a pavimento

Nella loro progettazione è opportuno evitare materiali trasparenti o riflettenti (vetro, metallo, plastificazioni lucide), che potrebbero rendere difficoltosa la lettura da determinate angolazioni.

È inoltre necessario evitare l'impiego di materiali deperibili o chimicamente instabili, così da garantire una corretta pulizia e una manutenzione nel tempo.

    I contenuti testuali della segnaletica

    All'interno dei materiali informativi è bene seguire alcune semplici regole di organizzazione dei testi, volte a ridurre lo sforzo di lettura:

    • Utilizzare un linguaggio semplice e discorsivo.
    • Organizzare le informazioni in brevi paragrafi.
    • Utilizzare, dove opportuno, elenchi puntati.
    • Utilizzare icone o piccole infografiche per semplificare i concetti più complessi.
    • Utilizzare una corretta gerarchia dei testi.
    • Utilizzare uno stile grafico semplice e privo di elementi di distrazione.

    Funzioni della segnaletica esterna

    La segnaletica esterna serve a identificare il museo, indicandone il punto di accesso ai visitatori già da lontano e il tipo di esposizione ospitata al suo interno.
    Attraverso la collaborazione con le istituzioni locali, è possibile collocare la segnaletica non solo all'ingresso del museo, ma anche lungo le strade cittadine. Assume così una funzione non solo informativa, ma anche promozionale.

    Funzioni della segnaletica interna

    La segnaletica interna serve a rendere il percorso di visita più semplice e gratificante, fornendo ai visitatori chiari punti di riferimento e indicando le direzioni da seguire per proseguire il percorso o raggiungere i servizi.

    Si può suddividere in:

    • SEGNALETICA DIREZIONALE (o di smistamento) – Caratterizzata dall'utilizzo di frecce, fornisce indicazioni sul percorso di visita e sulla posizione dei servizi.
    • SEGNALETICA IDENTIFICATIVA – Fornisce indicazioni sul luogo in cui ci si trova.
    • SEGNALETICA DI SICUREZZA – Deve essere realizzata e posizionata nel rispetto della normativa vigente.

    Linee guida sulla segnaletica

    Una segnaletica chiara deve seguire queste indicazioni:

    • Essere breve (poche parole sono spesso sufficienti).
    • Essere facilmente comprensibile.
    • Essere ben visibile sia da vicino sia da lontano.
    • Evitare ridondanze (ad esempio, ripetere la stessa informazione nello stesso ambiente).
    • Essere visivamente coerente, mantenendo uno stile unitario.
    • Utilizzare correttamente dimensioni, contrasto e spaziatura.
    • Utilizzare le lettere maiuscole solo per le iniziali.
    • Utilizzare, ove possibile, un sistema di pittogrammi di accompagnamento.
    • Essere progettata in coerenza con le eventuali mappe fornite ai visitatori.
    • Evitare un eccesso di informazioni su un singolo cartello.
    • Evitare l'uso di punteggiatura e abbreviazioni.

    Apogeo - Segnaletica per la Biblioteca Luis Sepùlveda - www.apogeosrl.com   

    Apogeo - Segnaletica per il Museo Toscanini - www.apogeosrl.com   

    Graphica - Pannelli per il Museo della Val di Resia - www.graphicasnc.com 

    Webtronica - Pannelli museali illustrati - www.webtronica.it 

    I pannelli informativi

    Sono posizionati solitamente all'inizio della collezione e/o di ogni sezione espositiva.

    Contengono informazioni generali volte a contestualizzare le opere esposte. Possono includere:

    • Informazioni sull'istituzione museale.
    • Informazioni storiche sulla collezione.
    • Informazioni sul luogo in cui ci si trova.
    • Informazioni sull'organizzazione del percorso di visita.
    • Informazioni sul rapporto tra museo e territorio.
    • Infografiche e linee del tempo.
    • Mappe illustrative.

    All'uscita può essere utile fornire anche informazioni su:

    • Prossime attività e progetti.
    • Istituzioni collegate e convenzionate.

    Linee guida sull’uso dei pannelli

    • I pannelli vanno collocati in zone sufficientemente spaziose, così da evitare sovraffollamenti che renderebbero la lettura sgradevole.
    • I pannelli introduttivi, posti all'inizio del percorso di visita, vengono generalmente letti più a lungo e richiedono quindi particolare attenzione.
    • Il centro del pannello dovrebbe trovarsi a circa 170 cm da terra se installato a parete, oppure a circa 145 cm se montato su un totem orizzontale.
    • La posizione deve essere coerente con il percorso di visita, collocando il pannello prima dell'argomento trattato, così da evitare che il visitatore debba tornare indietro. Deve inoltre trovarsi lungo il naturale percorso di visita, invitando il pubblico a soffermarsi senza ostacolare i transiti.
    • Deve essere sempre chiaro a quale contenuto il pannello si riferisce. Se non è possibile posizionarlo nelle immediate vicinanze dell'opera o dell'area di interesse, è opportuno inserire nel testo riferimenti chiari oppure fotografie o elementi grafici, evitando invece riferimenti numerici difficili da ricordare.

    Le didascalie

    Si tratta di piccoli testi posti in prossimità delle opere esposte.
    Possono essere verticali (a parete) oppure orizzontali (su tavoli o leggii).

    Contengono informazioni relative agli oggetti esposti, organizzate secondo una gerarchia che deve emergere chiaramente nella struttura della didascalia.

    Devono riportare gli elementi fondamentali dell'opera: Autore, Titolo (o Denominazione), Datazione, Provenienza, Tecnica e materiali, Numero di inventario.

      Linee guida sull’uso delle didascalie

      Oltre alle informazioni di base, una didascalia può contenere anche un breve testo di approfondimento. Per essere efficace, questo testo:

      • Deve essere breve, evitando di superare le 500 battute.
      • Deve avere un tono colloquiale.
      • Può contenere domande aperte che invitino il visitatore a cercare una risposta.
      • Può riportare testimonianze riguardanti l'oggetto presentato.
      • Può richiamare dettagli altrimenti difficili da individuare.
      • Può contenere riferimenti a vicende, personaggi, luoghi o curiosità legati all'oggetto.

      Le didascalie sono generalmente di piccole dimensioni e vengono lette da vicino. Devono essere posizionate a un'altezza accessibile anche alle persone in sedia a rotelle e ai bambini (circa 145 cm).

      Eikon - Allestimenti per musei - www.eikonbeniculturali.com 

      Materiali cartacei

      Possono contenere sia informazioni generali sia approfondimenti su alcune opere della collezione.

      Devono essere facilmente individuabili all'inizio del percorso di visita (ad esempio in prossimità della biglietteria) oppure, nel caso dei fogli di sala, all'inizio di ogni sezione espositiva, in un punto che non ostacoli il passaggio.

      I fogli di sala vengono restituiti al termine della visita e sono quindi spesso plastificati per preservarne l'integrità e facilitarne il riutilizzo.

      Pieghevoli e mappe, non essendo restituiti, possono essere utilizzati anche con finalità promozionali, informando il visitatore su eventi futuri o istituzioni partner.

      Linee guida sull’uso dei materiali cartacei

      • Le informazioni contenute in questi materiali possono essere dettagliate, ma non eccessive.
      • Gli oggetti descritti devono essere chiaramente individuabili attraverso riferimenti testuali chiari, fotografie o rappresentazioni grafiche delle opere ed eventuali riferimenti alla loro numerazione.
      • Nel caso delle mappe, è importante tenere conto dei criteri di accessibilità per persone ipovedenti e con daltonismo.
      • È fondamentale mantenere una coerenza visiva con la segnaletica fissa, attraverso un sistema coordinato di pittogrammi.

      Graframan - Brochure per  il Museo della Cattedrale di Anagni - www.graframan.com  

      Cantiere Creativo - Mappe per gli Uffizi - www.cantierecreativo.net  

      Schermo interattivo al Museo del Duomo di Modena - www.museidelduomodimodena.it 

      App per smartphone del MACBA - www.macba.cat  

      Pannelli multimediali e risorse interattive

      Le tecnologie multimediali e interattive trovano oggi ampio spazio all'interno dei musei. Questi strumenti devono operare in sinergia con gli altri elementi della comunicazione, integrandosi con essi senza sostituirli.

      La predisposizione di supporti multimediali comporta costi generalmente più elevati, ma rende l'esperienza di visita più immersiva, partecipativa e coinvolgente.

      Si tratta di un ambito molto vasto e in continua evoluzione. Tra le soluzioni più diffuse troviamo:

      • Le tradizionali audioguide.
      • Monitor che mostrano video di approfondimento.
      • Touch screen interattivi.
      • Risorse online, rese accessibili attraverso codici QR.

      L'impiego di questi strumenti permette di organizzare i contenuti su diversi livelli di approfondimento, consentendo al visitatore di personalizzare il proprio percorso di visita in base ai propri interessi e alle proprie esigenze.

        SGLab - Progetto per il Museo del Basket del Paladozza di Bologna -  www.sglab.it 

        Strumenti grafici di accessibilità

          I font

          L'uso della tipografia è un fattore determinante per garantire una corretta fruizione dei contenuti testuali. In particolare è consigliabile:

          • Scegliere font dotati di un buon numero di varianti di peso, inclinazione e larghezza, così da gestire correttamente la gerarchia visiva. Dovrebbero essere disponibili almeno le quattro varianti principali: Regular, Bold, Italic e Bold Italic.
          • Creare un sistema coordinato funzionale alla gerarchia, ma basato su poche famiglie tipografiche (preferibilmente non più di tre), scelte in modo coerente con le tematiche e correttamente abbinate tra loro.
          • Utilizzare font ad alta leggibilità, evitando caratteri gotici, decorativi o calligrafici
          • Evitare effetti grafici come ombreggiature, deformazioni o contorni (outline).

          Le dimensioni

          La dimensione dei testi deve essere scelta in rapporto alla distanza prevista di lettura: maggiore è la distanza da cui un testo deve essere letto, maggiore dovrà essere il suo corpo.

          Le linee guida forniscono tabelle che consentono di calcolare la dimensione minima e quella ottimale del testo in funzione della distanza di lettura e alle condizioni di visibilità della stanza.

          Le dimensioni dei testi sono anche strettamente correlate alla gerarchia visiva, ad esempio definendo le proporzioni di grandezza tra il corpo del testo e i titoli. Le linee guida suggeriscono un rapporto di circa 1,6. 

          Esempi:

            • corpo 12 pt > titolo 19 pt
            • corpo 18 pt > titolo 28 pt
            • corpo 24 pt > titolo 38 pt

          Ovviamente, in caso di font di famiglie diverse, tale rapporto va rivisto in funzione della leggibilità del font, poiché esistono font che, a parità di corpo, hanno dimensioni apparenti diverse.

          Le immagini raster

          Le immagini e le grafiche di accompagnamento possono essere un valido supporto nella trasmissione delle informazioni, purché abbiano una risoluzione adeguata.

          Per le immagini destinate alla stampa, la risoluzione ottimale è di 300 ppi quando sono osservate a distanza ravvicinata. Le immagini di grandi dimensioni, destinate a essere osservate da lontano, possono invece avere risoluzioni inferiori, poiché l'occhio umano non è comunque in grado di distinguere i singoli pixel. Per immagini osservate da oltre 2 m è generalmente sufficiente una risoluzione di 100 ppi.

          Per quanto riguarda le immagini visualizzate a monitor, la risoluzione storica di riferimento è di 72 ppi. Oggi, tuttavia, molti monitor dispongono di densità di pixel superiori (circa 100–120 ppi o più).

          È quindi opportuno tenere conto, in fase di progettazione, delle caratteristiche del dispositivo sul quale i contenuti saranno visualizzati.

          Rapporto tra testo e immagine

          In linea generale è importante che le immagini inserite siano coerenti con il testo di accompagnamento, evitando elementi puramente decorativi che potrebbero distrarre dalla lettura.

          Inoltre, è bene evitare di sovrapporre i testi alle immagini, poiché ciò ne riduce la leggibilità. Qualora fosse necessario farlo, occorre assicurarsi che il testo sia collocato in aree visivamente uniformi e prive di forti contrasti, oppure utilizzare un riquadro che ne migliori la leggibilità.

          Colori e contrasti

          In generale possiamo seguire queste indicazioni:

          • Utilizzare un adeguato contrasto di luminosità tra testi e sfondi.
          • Evitare di utilizzare colori complementari per testi e sfondi. Il forte contrasto cromatico può infatti creare una tensione visiva che rende la lettura più affaticante.
          • Nei testi lunghi e di piccole dimensioni destinati alla stampa è generalmente preferibile utilizzare testo scuro su sfondo chiaro.

          È inoltre sempre opportuno verificare, mediante strumenti di accessibilità (ad esempio quelli disponibili in Adobe Color), che non siano presenti combinazioni cromatiche difficilmente distinguibili dalle persone con daltonismo.

          Regole di impaginazione

          Quando si progetta una grafica, è buona norma impaginarla tenendo conto delle regole che facilitano la lettura e la comprensione del messaggio, rendendo la fruizione meno affaticante.

          In generale possiamo seguire queste indicazioni:

          • Utilizzare correttamente le griglie grafiche per gestire allineamenti e distanziamenti tra i vari elementi, creando relazioni visive chiare all'interno della pagina.
          • I testi lunghi richiedono una suddivisione in paragrafi, così da creare pause di lettura. La lunghezza ottimale di un paragrafo è di circa 5–10 righe; al suo interno è opportuno evidenziare le parole chiave che introducono l'argomento trattato.
          • I paragrafi devono essere separati tra loro mediante uno spazio maggiore (oppure mediante il rientro della prima riga).
          • L'interlinea dei testi dovrebbe essere impostata a circa il 120% del corpo.
          • La giustezza della colonna dovrebbe essere tale da non superare 40–50 battute per riga.
          • Nei testi medi e lunghi è consigliabile utilizzare l'allineamento a bandiera sinistra oppure quello giustificato.
          • In caso di allineamento giustificato è fondamentale attivare la sillabazione.
          • La sillabazione è invece da evitare nei titoli e nei testi centrati.

          Per scaricare i contenuti o esercitarti su di essi, ricorda di effettuare il Log In!